Le due del mattino. Un rumore nella stanza. L’istinto di sopravvivenza di Sarah è scattato immediatamente.
Le luci erano accese e la scena era lì: il suo armadio aperto, i suoi quattro abiti da sposa, ognuno scelto con cura, ridotti a brandelli di stoffa sparsi sul pavimento. Raso tagliato. Pizzo strappato. Mesi di preparazione distrutti in pochi minuti.
Suo padre teneva ancora in mano le forbici. Sua madre osservava in silenzio. Suo fratello sorrideva dalla porta.
«Niente abito, niente matrimonio», disse suo padre freddamente. «Ricordati chi sei.»
Se ne andarono