fece l’occhiolino. La sua mano tamburellò su qualcosa sotto il bancone.
“Oggi è un giorno speciale qui in negozio.”
L’interfono gracchiava sopra le nostre teste.
Una voce maschile profonda risuonò nel negozio. “Attenzione, clienti e personale. Procedete alla cassa numero quattro.”
Eravamo noi.
La donna alzò gli occhi al cielo, ma vidi la sua espressione cambiare. Il suo sorriso beffardo svanì, come se il suo corpo avesse percepito il pericolo prima ancora che il suo cervello lo comprendesse.
Poi la voce continuò, calda e orgogliosa: “Oggi è un giorno speciale